Sito web per ristoranti a Genova: le 7 cose che portano prenotazioni (e le 3 che le fanno perdere)
Menù leggibile dal telefono, prenotazione in due tocchi, foto vere, orari aggiornati, parcheggio: cosa deve avere il sito di un ristorante genovese per trasformare chi cerca in chi prenota, dal centro storico a Boccadasse.
A Genova si mangia bene e si cerca tanto: "trattoria centro storico", "ristorante pesce Boccadasse", "pizzeria Sestri Ponente da asporto", "dove mangiare la focaccia col formaggio a Recco". Chi cerca è già affamato e ha il telefono in mano, spesso in strada. Il sito ha un solo lavoro: far prenotare, o far venire, in meno di un minuto. Tutto il resto (la storia della famiglia, la filosofia della cucina) va bene, ma dopo.
Come cerca un cliente di un ristorante genovese
Tre situazioni tipiche. Il turista in centro alle 19:30 cerca "trattoria vicino a me" e guarda il riquadro di Google Maps: foto, stelle, "aperto ora". Il genovese che organizza una cena tra amici cerca "ristorante pesce Nervi" dal divano e confronta due o tre siti. La famiglia di Milano che viene per il weekend cerca "cosa mangiare a Genova" giorni prima e legge. Il sito deve servire tutti e tre, e per tutti e tre le informazioni decisive sono le stesse: cosa si mangia, quanto costa, se c'è posto, dove si parcheggia.
Le 7 cose che portano prenotazioni
1. Il menù come testo, con i prezzi
Non un PDF, non una foto del menù stampato. Un PDF dal telefono si legge male, si scarica lentamente e Google non lo indicizza bene. Il menù scritto in pagina viene trovato per "trofie al pesto Genova" o "pansoti con salsa di noci", si aggiorna in due minuti e mostra i prezzi: chi nasconde i prezzi sembra caro. Se il menù cambia ogni giorno, basta una sezione "piatti fissi" e una "oggi" aggiornata dal telefono.
2. Prenotazione in due tocchi
Un pulsante "Prenota" fisso in basso su mobile. Tre opzioni, non di più: chiama, scrivi su WhatsApp, oppure un modulo con data, ora, persone e telefono. Nessuna registrazione, nessun account. Se usi un sistema di prenotazione esterno, deve aprirsi dentro il sito senza far uscire il cliente.
3. Orari aggiornati e giorno di chiusura
Il motivo numero uno delle recensioni negative a una stella: "siamo arrivati ed era chiuso". Orari sul sito e sulla scheda Google devono coincidere, comprese le chiusure di agosto e le aperture straordinarie del Salone Nautico o delle feste.
4. Foto vere di piatti e sala
Fatte con luce naturale, anche con un buon telefono, meglio con un fotografo per mezza giornata. Niente foto stock di pizze americane o di sale che non sono la tua. Le foto della sala servono a chi decide se venire con i bambini, con la suocera, per un appuntamento.
5. Come arrivare e dove parcheggiare
A Genova è un'informazione che vale una prenotazione. "Parcheggio convenzionato in via X", "a 5 minuti dalla metro Brin", "zona pedonale: scendere in piazza Y", "in estate arrivate con il battello a Camogli". Chi viene da fuori decide anche su questo.
6. Una pagina per ogni cosa che cercano
"Cena di pesce", "pranzo di lavoro", "menù senza glutine", "sala per eventi e cerimonie", "cucina ligure tradizionale": ogni pagina intercetta una ricerca diversa. Un ristorante con cinque pagine così viene trovato cinque volte; uno con la sola home una volta.
7. Scheda Google collegata
Stessi orari, stesso telefono, stesso menù della scheda Google Business, con il pulsante "prenota" che porta al tuo sito e non a un portale.
Le 3 cose che fanno perdere prenotazioni
Musica di sottofondo e animazioni di apertura. Nel 2026 fanno chiudere la pagina, soprattutto dal telefono in strada. Il modulo con dieci campi. Nome, telefono, quando, quanti: basta; ogni campo in più è una prenotazione in meno. Il sito lento. Se la home pesa otto megabyte di foto non compresse, con il 4G dei caruggi non si apre e il cliente passa al ristorante accanto.
Portali, commissioni e canale diretto
TheFork, Quandoo e simili portano clienti nuovi, ma ogni coperto costa una commissione e il cliente resta loro. Un sito con prenotazione diretta non li sostituisce: li affianca, e nel tempo sposta i clienti abituali sul canale che non ti costa nulla. La regola è semplice: chi ti trova per nome deve prenotare da te.
Consegna e asporto
Se fai asporto, il menù online con ordine via WhatsApp o modulo, senza passare dalle piattaforme di delivery, recupera margine. Un piccolo e-commerce con ritiro in sede e pagamento anticipato funziona bene per pizzerie e gastronomie di quartiere, da Sestri Ponente a Molassana.
Tre ristoranti, tre siti diversi
La trattoria nei caruggi
Clientela mista di turisti e genovesi, coperti limitati, cucina tradizionale. Il sito serve a farsi trovare dal turista in centro (inglese, "come arrivare" con i punti di riferimento dei caruggi, foto dei piatti liguri) e a far prenotare il genovese per il weekend. Menù fisso in pagina, prenotazione WhatsApp, scheda Google curata con le foto della sala storica. Cinque o sei pagine bastano.
Il ristorante di pesce sul mare a Nervi o Boccadasse
Clientela che cerca l'occasione: compleanni, cene romantiche, pranzi della domenica. Contano la vista (foto e video della terrazza), i menù degustazione con i prezzi, la pagina eventi e cerimonie, la prenotazione con acconto per i tavoli grandi. Qui il Pro con servizio fotografico si ripaga con due cerimonie.
La pizzeria di quartiere a Sestri Ponente o Marassi
Clientela di residenti, molto asporto e consegna. Il sito è quasi un menù con ordine: lista pizze con prezzi, ordina via WhatsApp o modulo, orari di consegna per zona ("consegniamo a Sestri, Cornigliano e Pegli dalle 18 alle 22"), scheda Google con "asporto" e "consegna" attivi. Un piccolo ordine online con pagamento anticipato toglie le piattaforme di delivery dal mezzo.
Le ricerche che portano più prenotazioni a Genova
Per esperienza, le ricerche che convertono di più non sono le generiche ("ristorante Genova") ma quelle con un'intenzione precisa: "ristorante pesce Genova vista mare", "trattoria genovese centro storico", "pizzeria da asporto Sestri Ponente", "ristorante senza glutine Genova", "ristorante per cerimonie Genova", "dove mangiare a Camogli con bambini". Ognuna merita una pagina o almeno una sezione: sono pochi concorrenti e clienti già decisi.
Il sito e i social non sono la stessa cosa
Instagram e Facebook servono a mostrare il piatto del giorno e a restare nella testa dei clienti abituali. Non servono a farsi trovare da chi cerca "ristorante pesce Genova" su Google: lì i social non compaiono, e il turista tedesco non segue la tua pagina. Il sito fa il lavoro di Google e della scheda Maps; i social fanno il lavoro della memoria. Servono entrambi, e il sito deve linkare i social, non sostituirli. Un errore frequente a Genova: ristoranti con tremila follower su Instagram e nessun sito, invisibili per chiunque non li conosca già.
Cosa aggiornare, e quando
Il menù quando cambia. Gli orari a ogni cambio di stagione e prima delle feste. Le foto una volta l'anno. Gli eventi (cene a tema, degustazioni, San Valentino, Natale) un mese prima, perché Google li indicizzi in tempo. La scheda Google con un post al mese. Sono in tutto un paio d'ore al mese; se non le hai, stanno dentro il canone di assistenza e le facciamo noi da un messaggio WhatsApp.
Domande frequenti
Quanto costa il sito di un ristorante?
Per un ristorante consigliamo quasi sempre il Medio a 699 €: dieci pagine bastano per menù, sale, eventi e le ricerche principali. Il Pro se vuoi il servizio fotografico e la grafica su misura.
Posso aggiornare il menù da solo?
Sì, dal telefono, in due minuti. Un'ora di formazione è inclusa dal Medio in su.
Serve la versione in inglese?
Nel centro storico, a Boccadasse, a Camogli e nel Tigullio sì: il menù in inglese porta prenotazioni da chi pianifica il viaggio. In un quartiere residenziale, no.
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